La notte di Mezza Estate
Il solstizio d’estate corrisponde all’inizio astronomico della stagione estiva. È una giornata particolarmente sentita dai popoli del Nord Europa, celebrata con feste e grandi falò.
Poi scesero al rivo per vedere gli elfi che danzavano e cantavano, celebrando la notte di Mezza Estate.
Lo Hobbit. J.R.R. Tolkien
Non serve andare nella Terra di Mezzo, tra gli Elfi di Gran Burrone, per avvertirne l’aura magica. La notte di Mezza Estate corrisponde all’inizio astronomico della stagione estiva. È, per il nostro emisfero, il giorno più lungo dell’anno e cade tra il 20 e il 22 giugno. Questo dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre che distribuisce in maniera diseguale l’irradiazione solare. La stessa parola “solstizio” deriva dal latino “sol” e “sistere“: sole fermo.
La luce solare è il nostro motore, responsabile del benessere fisico e mentale. Ecco perché questa giornata è specialmente sentita da quei popoli che vivendo a maggiori latitudini ne fanno davvero un’esperienza particolare. Il solstizio è diventato punto di riferimento per semina e raccolta, per officiare legami e altri riti.
Nord Europa

La prima immagine che viene in mente è il Sole che fa capolino dietro la Heel Stone, tra i monoliti di Stonehenge (Wiltshire). Secondo alcuni la costruzione di questo monumento avvenne nella preistoria proprio per indicare il solstizio.
In Svezia ci si riunisce in famiglia e si danza insieme, attorno a un palo decorato con fiori, preparando ghirlande e tipicità culinarie. Vi è traccia di queste celebrazioni sin dal 1500, con lo scopo di propiziare fertilità e scacciare il maligno.
La Finlandia saluta la bella stagione con la Festa di Ukko, il dio del cielo, del tempo e del raccolto nel sistema mitologico tradizionale. Anche qui, grandi falò in riva ai fiumi, ai laghi o al mare servono ad assicurare terreni fertili per il raccolto.
La Scandinavia in genere mantiene le sue usanze da secoli, nell’atmosfera magica del sole di mezzanotte, fenomeno unico. Infatti, nelle zone al di sopra del Circolo Polare Artico, il solstizio è il culmine di un lungo periodo in cui il Sole non scende al di sotto dell’orizzonte. E quando lo fa, la rifrazione garantisce comunque 24 ore di luce continua.
Austria più da vicino
Non proprio Paese nordico, ma la sua latitudine permette di godervi lunghissime giornate di luce nel mese di giugno (il 21 giugno alba alle 4:55 e tramonto poco prima delle 21).
Il nome con cui ci si riferisce a questa giornata è Sommersonnenwende.
Da dove viene? Origini della festa
Al XIV secolo risalgono le prime tracce documentate, di feste legate al raccolto, celebrate attorno a falò, con la condivisione di cibo e bevande. Con il passare del tempo anziché essere legati ad agricoltura e allevamento, i riti del solstizio d’estate si limitarono esclusivamente a celebrare le lunghe ore di luce.
Ogni Bundesland (Stato federale), ha le sue particolari tradizioni.
- Zona alpina e Tirolo
Tra le Alpi, nelle vallate del Tirolo, una zona di piccoli paesi conosciuti complessivamente come Zugspitzarena Tirolese, illumina la notte con circa 8000 falò individuali. E nel 2010 l’UNESCO ha dichiarato questa tradizione tra i patrimoni dell’umanità austriaci.
Alcuni sono semplici falò, altri nascondono un disegno più complesso, simboli e segni come cuori e croci. Famoso l’esempio del Sacro Cuore, a rappresentare l’unità del Tirolo contro la Francia e la Baviera.
- Nella regione del Danubio, da circa 400 anni
Le fonti più antiche rendono conto di feste simili nei pressi di Vienna sin dal 1609. Nella regione del Wachau, la continuità delle celebrazioni si interrompe solamente nel 1754, quando l’Epoca dei Lumi pretese di spegnere i fuochi della tradizione ritenendoli pericolosi per la sicurezza e gli ideali di razionalità.
Difatti, nonostante le radici pagane, la festa è stata cristianizzata nel XIII secolo. Ecco perché la Chiesa pone la nascita di Giovanni Battista il 24 giugno, ennesima fagocitosi di riti antichissimi da parte della tradizione cristiana, un po’ come i Saturnalia evolutisi nel nostro Natale.
Nella seconda metà del 1800 la tradizione fu ripresa, esplodendo in vivaci festival pubblici. Attorno ai fuochi nascono delle vere e proprie feste con bancarelle di prodotti gastronomici, fiori, pan di zenzero, ciambelle e cibo fritto, come le fiere nostrane. I riti stessi si sono evoluti, affiancando al tradizionale falò di legna, anche piccoli fuochi d’artificio e razzi. L’area del Wachau oggi si illumina di piccoli puntini luminosi che scorrono dolcemente sul Danubio, affidati a barchette.

Non solo Paesi Nordici
A New York, Times Square riunisce appassionati di Yoga. Anche in Spagna, grandi falò illuminano la notte (in concomitanza con il vicino giorno di San Juan).
Un elemento, come abbiamo visto, è costante in tutte le tradizioni: il fuoco. Nelle sue varianti di falò o negli spettacolari balli su tizzoni ardenti molto comuni in Lettonia ed Estonia. Il fuoco è purificazione fisica e spirituale, è energia e vitalità, si contrappone alle tenebre tanto temute. Ecco perché il solstizio è tanto importante per qualunque popolo dalla notte dei tempi, e a niente sono valsi i tentativi di ridimensionamento. La festa è di qualunque uomo, fa parte del suo rapporto con la Natura e la Vita.
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Copertina di Hans da Pixabay.





