Un videogioco sotto l’albero: perché regalare Life is Strange a chi non lo conosce

Un capolavoro a basso costo e dalle altissime emozioni, disponibile per ogni piattaforma di gioco

Recensire Life is Strange non può limitarsi ad una mera analisi di textures e meccaniche di gioco, poiché l’esperimento diavventura grafica perfettamente riuscito di Dontnod Entertainment non può in alcun modo essere racchiuso in una singola definizione. È il regalo perfetto per gli appassionati e per i neofiti dell’universo videoludico e, badate bene, non è un prodotto commerciale. Suonerà follia ad alcuni, visto e considerato il merchandising che Life is Strange dal giorno della sua uscita, il 30 gennaio 2015, trasporta con sé, ma è uno dei pochi esempi di videogioco in cui l’intento è la pura e semplice riflessione. Nell’era dello shooting, dove premere un grilletto diventa, poco verosimilmente, l’azione più immediata e priva di conseguenze che un giocatore possa compiere, Maxine Caulfield, nota come Max, studentessa dell’Oregon appena maggiorenne e fotografa appassionata, incarna la scelta consapevole.

Il microcosmo che funge da scenografia è Arcadia Bay, appoggiata alle coste, piccola cittadina soleggiata immaginaria dai grandi segreti: è qui che Max frequenta l’Accademia Blackwell, nella quale i deboli ed emarginati tentano di emergere in silenzio, tra le risate fragorose degli studenti più ricchi e meno meritevoli. Durante la lezione di fotografia, tenuta dal professore che la ragazza stima maggiormente, si presenta un primo, terribile presagio: una gigantesca tromba d’aria incombe su Arcadia Bay, improvvisamente cupa ed immersa nel grigiore. Ripresasi dallo smarrimento, Maxine si reca nei bagni della scuola, dove fotografa una farfalla azzurra, che diverrà il simbolo di Life is Strange: ogni azione porta con sé le proprie conseguenze, ed un singolo battito d’ali in un polo è potenzialmente in grado di scatenare un terremoto nel polo terrestre opposto. È su questo a primo sguardo semplice assunto che si basa l’intero titolo, poiché il videogiocatore stesso scatena, con scelte più o meno ponderate, il famigerato ed affascinante effetto farfalla.

Esso si presenta sin dal primo frangente del primo episodio: Max, intenta a fotografare la farfalla, diventa testimone inconsapevole di un omicidio che sta avvenendo proprio nei bagni della scuola. La vittima è Chloe Price, amica d’infanzia della protagonista, colpita con un’arma da fuoco dal ricco rampollo Nathan Prescott. Presa dal panico, Max riesce a far sfociare straordinariamente dal suo corpo, in modo inaspettato perfino per lei stessa, la capacità di riavvolgere il tempo e cambiare, in modo irreversibile, il corso degli eventi.Lo scopo del gioco consta nell’indagare sulla scomparsa di un’amica intima di Chloe, Rachel, e nel contempo comprendere fino a che punto i sogni incontrino la realtà ed in quale modo gestire i poteri di Max senza distruggere la linea temporale.

Non c’è difficoltà nel gameplay, l’unica fonte di insicurezza può risiedere nelle scelte: giuste o sbagliate che siano, saranno un fardello che cambierà totalmente le carte in tavola, rendendo il giocatore responsabile della vita o della morte delle figure con cui può interfacciarsi nel corso dei cinque episodi. Life is Strange è infatti stato pensato come una vera e propria serie tv, diviso in singole parti acquistabili singolarmente o in una soluzione unica una volta raccolti tutti nel prodotto finale. I personaggi sono poliedrici, ognuno vive all’ombra dei pregi e dei difetti della propria Arcadia Bay: le relazioni che si instaurano tra la protagonista e le figure circostanti, specialmente la tenacissima Chloe, non hanno elementi scontati. La dicotomia di Max e Chloe è così ben articolata che potremmo trovare in essa la causa dell’enorme successo che il titolo ha riscontrato tra i critici ed il vasto pubblico: un’anima indie, semplice e pura che incontra l’incarnazione della rabbia punk anni ’90, due personaggi contrapposti stereotipati solo nell’aspetto che nascondono invece, episodio dopo episodio, lati in comune sempre più profondi.

Caratteristica fondamentale per Life is Strange è il game design: scarno, essenziale e delicato, combatte ad armi pari contro capolavori di grafica poveri di contenuto grazie ad una trama coinvolgente sino all’ultimo secondo. Unica nota dolente, la scarsa espressività dei personaggi: il gioco è stato realizzato con un budget molto limitato, anche se ciò non è stato affatto un problema per la realizzazione della colonna sonora, merito di artisti indie emergenti che hanno raggiunto la notorietà anche grazie al videogioco. Life is Strange è un gioco indie, dunque, a tutti gli effetti, grazie a costi di produzione contenuti, musica appartenente al suddetto genere, protagonisti poco più che adolescenti ed un universo della periferia.

La possibilità di compiere delle scelte che influenzino tutta l’avventura grafica con un ricco orizzonte di finali possibili non è una novità, ma nemmeno un terreno vastamente calcato: già in Fable 2, appartenente alla serie RPG di Lionhead Studios risalente al 2004, era possibile in via quasi pionieristica salvare o condannare gli abitanti di un regno tramutando il proprio regnante in una figura angelica o demoniaca. Più recente ma forse maggiormente conosciuto è Until Dawn, survival horror del 2015 sviluppato da Supermassive Games, una corsa narrativa contro il tempo simile a Life is Strange in cui lo scopo del giocatore è di preservare più protagonisti possibili, finiti in balia di creature oscure all’interno di una casa desolata nel bosco.Ad Until Dawn dobbiamo l’introduzione dello psicologo in pixel, che sottopone il giocatore a vere e proprie sedute per delinearne il profilo e personalizzare al cento per cento l’esperienza di gioco, mentre la spiegazione dell’effetto farfalla viene ripresa in toto dall’avventura di Max.Rispetto a questi due titoli, Life is Strange è tuttavia una fonte maggiore di riflessione e talvolta commozione: alla fine di ogni episodio ogni giocatore può verificare con i propri occhi quali scelte abbia compiuto la maggior parte degli utenti grazie ad una classifica presente nei titoli di coda.

Grazie al sequel di Life is Strange, Life is Strange 2 – il cui primo episodio è uscito quest’anno, ogni giocatore di Life is Strange potrà capire quali effetti abbiano avuto le proprie decisioni nella prima raccolta di episodi, vestendo i panni non di Maxine, ma di Sean e Daniel Diaz, due giovani fratelli di Seattle che sperimentano a loro volta l’effetto farfalla. È invece possibile comprendere nella sua interezza il rapporto instauratosi tra Chloe e la scomparsa Rachel in Life is Strange – Before the storm, avventura in tre episodi. Il prezzo di Life is Strange è estremamente contenuto, variando da €4,99 a €14,99; il primo episodio è giocabile gratuitamente sulla piattaforma Steam per PC. È disponibile negli stores per PS4, Xbox One e smartphone.

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Una volta mi piaceva pensare a sei cose impossibili prima di fare colazione, adesso prima prendo un caffè. Con tanto zucchero.

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