“Un destino diverso”: l’ultimo libro di Dan Ruben
Ambientata nell’Europa dell’Est, Dan Ruben ci racconta una storia di amore e violenza, di dolore e riscatto nel frenetico e incalzante ritmo di un thriller.
Questa storia inizia ad Orsha, in Bielorussia, in un orfanotrofio dove due ragazzini, Alexander e Dominica, decidono di tentare una fuga nella notte. Il motivo della loro fuga è quello di evitare che Dominica venga adottata da una famiglia che non le piace per nulla. Il futuro patrigno le suscita una sgradevole sensazione, che la terrorizza: sa che in quella famiglia la sua vita diventerà un incubo.
Alexander, che prova per lei un giovane ma sconfinato amore, è disposto a fare di tutto pur di proteggerla. Il loro piano non andrà a buon fine, per un incidente Alexander sarà costretto a scappare da solo, convinto di aver perso per sempre la sua Dominica. La verità che scoprirà anni dopo sul destino della sua amata sarà infinitamente più drammatica e gli farà intraprendere un viaggio rischioso pur di salvarla.
Un thriller dove ogni dettaglio è importante
Il thriller è un genere che non ha segreti per Dan Ruben. Come in Reborn, anche Un destino diverso è caratterizzato da un ritmo narrativo incalzante e coinvolgente, che si avvicina incredibilmente a quello di un prodotto cinematografico. Con uno stile essenziale, la trama procede spedita senza perdersi in dettagli che non siano utili alla vicenda. I dettagli in questa storia sono importanti: quando Dan Ruben si sofferma su qualcosa in particolare non accade mai per caso. Oggetti, piccole azioni che hanno un significato, che sbloccano un percorso narrativo, una possibilità. I particolari diventano dei punti nodali, come in quei videogiochi che si ripropongono di ricreare un’esperienza di gioco reale, partendo dall’idea che nella vita sono le piccole scelte, all’apparenza insignificanti, a plasmare il destino.
Carta di credito: un errore che si rivela quasi fatale per Alexander, un’ingenuità che lo rende rintracciabile in un contesto dove sparire è l’unica opzione di sopravvivenza. Bottiglia di whisky: l’asso della manica, l’escamotage perfetto che costituirà il primo passo verso la salvezza di Dominica.
Calo di tensione: un temporale improvviso, l’elettricità che manca in due secondi, spazientendo un impiegato al computer e portandolo a dire una piccola bugia, provvidenziale. Il destino per molti non esiste, o almeno non nel senso comune che lo descrive come un cammino pre-tracciato. Esistono tanti destini, infinite possibilità che si aprono e si chiudono in ogni momento, determinate da un’infinità tale di variabili che danno il mal di testa.
Fare pace con il passato
Il tema che fa da asse portante alla narrazione è quello del passato. L’età dei protagonisti in questo senso è molto importante: sono entrambi ventenni, posti di fronte al dilemma di decidere chi vogliono essere. Per entrambi non è una domanda semplice a cui rispondere: devono fare i conti con un passato da orfani e, nel caso di Dominica, con un abuso difficile da cancellare. La loro storia d’amore non è banale né idilliaca ma caratterizzata da sentimenti contrastanti. Fare pace con ciò che si è stati è il primo passo per Alexander e Dominica per perdonarsi ed essere liberi di decidere il loro futuro.
Un destino diverso è un alternarsi di suspance e colpi di scena. Una narrazione cruda e inclemente, una denuncia sociale di dinamiche che purtroppo sono ancora attuali. Abbandono, prostituzione, adozioni al limite della legalità e corruzione, per cui si è disposti a chiudere entrambi gli occhi pur di rimanere a galla. E a pagarne lo scotto sono le fasce più deboli della popolazione.
Un destino diverso di Dan Ruben, edito per PubMe, è disponibile in formato ebook e in cartaceo.






Grazie davvero una bellissima recensione