Sei sveglio? Cosa ci lascia oggi la fiaba di Aurora

Walt Disney, Angelina Jolie ed Emma Dante: 3 chiavi di lettura per contestualizzare la fiaba de “La Bella addormentata”.

Walt Disney, Angelina Jolie ed Emma Dante: 3 chiavi di lettura per contestualizzare la fiaba de “La Bella addormentata”

Il mito delle fiabe ha stretto per mano la nostra infanzia. La mamma, quando eravamo piccoli, leggeva le storie di Cappuccetto Rosso o Biancaneve per lasciarci addormentare in quel lieto fine che ancora molti sperano di raggiungere.

Qual è il valore delle fiabe oggi? I continui remake cinematografi aiutano a capire meglio la psicologia umana? Quanto c’è di vero nella storia di Aurora e Malefica?

Photo by Mark Zamora on Unsplash

La fiaba della Bella addormentata nel Bosco è una delle storie più lette, studiate e riproposte. Una nobile bambina di nome Rosaspina oppure anche Aurora, ancora in fasce, viene “maledetta” dalla strega Malefica a un sonno incantato lungo cento anni. Solamente il bacio del vero amore può risvegliarla.  Il cartone di Walt Disney del 1959 vede il principe Filippo sconfiggere la strega Malefica, aiutato dalle fatine Flora, Fauna e Serena. La storia si conclude con il bacio che risveglia la principessa.

Al di là della fiaba vista da bambini, la storia è ben più complessa e ricca di quanto ognuno di noi possa immaginare! Il suo personaggio potrebbe sembrare semplicemente addormentato, assente e per i fatti suoi. In realtà, studiando la sua psicologia, Aurora può essere benissimo associata a ognuno di noi. Come?

Immagine tratta dal cartone animato di Walt DIsney

In un periodo pieno di avvenimenti, di crisi o in generale anche di momenti di prova – il lockdown ha insegnato qualcosa- l’individuo ricorre a una bolla- per intendersi un sonno come quello della Bella Addormentata – in cui è possibile fare chiarezza, rivedere le proprie priorità, semplicemente mettere in discussione se stesso lontano e distaccato da tutto e tutti. Questo periodo di riflessione naturalmente non va vissuto per cento anni! Il principe Filippo risveglia Aurora con un evento eclatante: il primo bacio del vero amore! Stessa cosa dovrebbe accadere in noi, non con un principe azzurro ma grazie a un evento, un gesto, una persona o comunque quel quid che porti un colore alle giornate di grigia riflessione, le quali con l’andare del tempo potrebbero perdere la loro originale finalità.

Nel 2014 la storia di Aurora è ripresa in chiave cinematografica mettendo in luce la sua antagonista Malefica, interpretata da Angelina Jolie, mettendo sotto i riflettori temi e situazioni molto più attuali. La nuova Malefica decide di condannare con l’incantesimo del sonno la figlia del rivale re Stefano non per il banale capriccio di non essere stata invitata alla festa ma per vendicare il tradimento subito. Malefica inferocita dall’inganno dell’uomo decide di indurire il proprio cuore per proteggere se stessa. Però con il passare degli anni Malefica si affeziona alla giovane Aurora, la quale, una volta caduta nel sonno mortale, non sarà svegliata dal principe Filippo – che a stento conosce – ma da Malefica stessa. Paradossalmente l’amore della strega sarà la salvezza della principessa.

Immagine tratta dalla pellicola: Maleficent (2014)

Questa volta a essere rivalutato è il personaggio cattivo: Malefica. La storia insegna come dietro ogni mostro si celi un animo buono. Re Stefano aveva tradito Malefica non solo in amore ma anche tagliandole le ali che la rendevano la fata più potente. Allora lei, divorata dalla rabbia, si vendica dandogli un dolore altrettanto incommensurabile: la perdita della figlia. Nel momento clou, Malefica sceglierà la via del bene; il tradimento diventa motivo di redenzione piuttosto che di afflizione. Ma in che modo?

Malefica ha avuto modo di conoscere Aurora, di innamorarsi maternamente di lei. Riscopre quindi se stessa nel momento in cui compie l’atto d’amore più grande salvando Aurora dal proprio maleficio. La storia di Malefica ha una duplice morale: la prima fa notare come il dolore e la rabbia siano sentimenti generati da qualcosa o qualcuno, non innati! Il personaggio ha l’occasione di redimere gli sbagli compiuti, salvando la vita dell’ultima persona che potesse mai aspettarsi. Il secondo insegnamento moderno derivato da questa storia è il sentimento tra Aurora e la protagonista.

Non chiederò il tuo perdono, perché ciò che ti ho fatto è imperdonabile, ma ero smarrita nell’odio e nella vendetta, dolce Aurora. Hai sottratto ciò che restava del mio cuore e ora ti ho perduta per sempre.

Malefica. nel film “Maleficent

In una società in cui l’amore perde la sua vera accezione, il legame madre e figlia si rivela il più indissolubile e forte tra i tutti. Escludendo quindi il vero amore tra uomo e donna che potrebbe essere anche passeggero.

Immagina tratta dallo spettacolo di Emma Dante

Un’ultima lettura di questa fiaba viene data dalla regista e attrice palermitana Emma Dante, che la mette in scena in chiave moderna ne La bella Rosaspina addormentata. Caduta nel sonno di una strega, la principessa si risveglia cento anni dopo, in un’epoca governata dai social network e dallo smartworking.
La novità della fiaba è che il principe che risveglia la fanciulla addormentata si rivela una donna: il teatro della Dante è appunto incentrato sulla figura femminile e sulle tematiche che gravitano intorno. L’opera è concepita per un pubblico giovane, d’altronde la visione della principessa che sveglia Aurora non segna nessun tipo di scandalo nei bambini ma, secondo la Dante, essendo privi di pregiudizi i bambini potrebbero sviluppare uno spirito critico maggiore rispetto agli adulti.

Immagine: Shane on Unsplash

Aurora è la principessa dormigliona, parodicamente parlando; viene risvegliata da un principe che la riporta nella realtà. Qual è l’evento che ci fa risvegliare? Riusciamo a trovare quel “principe” – non per forza un uomo bensì un evento, un gesto, un’amica o amico – che ci riporti alla realtà, a ciò che realmente siamo? La risposta è insita in ognuno di noi. I destinatari della fiaba della bella addormentata sono uomini, donne e bambini addormentati, i quali hanno abbandonato la ricerca di sé.

Basta saper vivere quel hic et nunc (qui e ora) per mantenere il passo in una società che non aspetterà il nostro risveglio per andare avanti. Il modo per risvegliarsi potrebbe essere anche ognuno di noi, capace di ritrovare quell’io interiore per riprendere quel “e vissero per sempre felici e contenti…” tanto sognato ma non ancora raggiunto.

(Immagine di copertina: Adi Goldstein on Unsplash)

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