Cosa ci convince che i vecchi tempi non fossero poi così male
“La nostalgia è dipingere i ricordi con pastelli a c’era”
Ah, i vecchi tempi d’oro! Beata gioventù! Si stava meglio quando si stava peggio. O almeno: si stava peggio, sì, ma in confronto ad adesso pare decisamente meglio.
È davvero così o è pura apparenza? Perché anche il presente più insapore ci appare sopraffino appena si trasforma in passato?
L’ormone pucci-pucci
Il nostro corpo, hanno detto in tanti, è una macchina perfetta. Mette in atto da prima della nostra nascita meccanismi in grado di salvarci la pelle (e tutto quello che essa contiene).
Nell’immensa varietà di questi sofisticati sistemi di salvezza c’è anche la produzione dell’ormone ossitocina. Esso è un peptide che facilita il parto determinando nella madre le contrazioni della muscolatura liscia uterina; inoltre dà nel figlio lo stimolo alla suzione del latte. Questo potrebbe già bastare a stupirci: una sostanza che rende più semplice la nostra nascita e che ci permette di alimentarci e quindi di sopravvivere.
Ma l’ossitocina fa anche di più: stimola il comportamento materno dolce e affettuoso, il che di certo aiuta il neonato a ricevere le attenzioni di cui ha bisogno. È responsabile delle imbarazzanti espressioni facciali che sfoderiamo davanti alle culle. È stato quindi chiamato, perché non potevano chiamarlo ormone pucci-pucci, ormone dell’amore.
Ossitocina e memoria: questione di origine
Ma non è certo una tenerezza innata quella che proviamo di fronte ai ricordi del passato. L’ossitocina pare, infatti, avere anche delle funzioni sulla memoria. Per capire meglio come dobbiamo guardare alla sua produzione:
- L’ossitocina può essere rilasciata su stimolo dell’ipofisi (una ghiandola cerebrale) da dei grandi neuroni dell’ipotalamo detti magnocellulari. Essi la liberano nel sangue, ed è da qui che l’ormone agisce in zone periferiche dell’organismo, come nell’utero durante il parto. L’ossitocina non è grado di attraversare la barriera emato-encefalica, la quale impedisce a molte sostanze di arrivare al cervello tramite il sangue, perciò non può, per questa via, agire sul cervello che l’ha prodotta.
- C’è però una seconda via che coinvolge neuroni ipotalamici detti parvocellulari ed altri neuroni come quelli dell’amigdala (una struttura importante nella memoria). Queste aree producono ossitocina come neuromodulatore, ovvero come sostanza in grado di modulare l’attività e l’eccitabilità di altri neuroni.
È questo il percorso di nostro interesse, quello che forse spiegherà perché guardiamo con tanto affetto anche a tempi di pessime sopracciglia e tremende frequentazioni.
Se (non) ricordi è perché sei stressato
Che la memoria sia strettamente legata all’emotività non è un fatto nuovo. Infatti ci è più semplice ricordare qualcosa che ci ha colpito emozionalmente in modo intenso, o viceversa, se sottoposti a stress eccessivo, dimentichiamo anche informazioni semplici: sarà capitato anche a voi di sbottare prima di un esame: “Non so più neanche come mi chiamo!”.
La relazione tra stress e memoria è molto complessa ed agisce in senso positivo che negativo. Da tempo si conoscono in tal senso i ruoli dei glucocorticoidi, come il cortisolo, l’ormone dello stress di cui abbiamo parlato in questo nostro articolo.
Sulla memoria emotiva i glucocorticoidi hanno una funzione che dipende dalla dose che essi raggiungono a livello dell’amigdala secondo la curva sotto rappresentata.

(Credits: https://link.springer.com/article/10.1007/s40750-014-0010-4#Fig2)
I glucocorticoidi non sono gli unici ormoni che influiscono sulla memoria. Di recente si è acceso un vivo interesse per i potenziali effetti psicologici dell’ossitocina, la quale agisce sul comportamento umano e animale.
La controprova è stata che topi con un deficit di ossitocina non riescono a riconoscere come tale un loro familiare: questo ha dimostrato che l’ossitocina ha un ruolo sociale. Pertanto essa è in studio come terapia per disturbi come quelli dello spettro autistico o la schizofrenia.
Nostalgia, nostalgia canaglia
Tra i più discussi ruoli dell’ossitocina c’è quello di “ormone dell’oblio” in quanto sostanza capace di far dimenticare alle donne il dolore del parto. La dizione ad oggi più scientificamente giustificata sarebbe che l’ossitocina contribuisce a creare una sensazione emotiva di calore e pienezza che mette il dolore in secondo piano.
Che l’ossitocina “compatti” i ricordi rendendoli un piacevole insieme non è ancora certificato. Resta comunque il fatto che essa è attiva sull’amigdala, un’area del cervello che fa parte del circuito della ricompensa (reward) e che assegna un contenuto emotivo agli eventi.
La stimolazione di del circuito di reward in un momento nostalgico può dar luogo ad una sensazione piacevole che protegge da emozioni negative e dall’ansia. Da questo piacere si può diventare dipendenti: quello della ricompensa è infatti il circuito che viene over-stimolato dalle droghe d’abuso!
Si stava meglio?
È illusione o realtà l’impressione che il passato fosse d’oro? Probabilmente più la prima che la seconda. La buona notizia, però, è che entro certi limiti questa convinzione è fisiologica e ci aiuta ad andare avanti con più leggerezza.
Per approfondire:
Hormones, Stress, and Cognition: The Effects of Glucocorticoids and Oxytocin on Memory
Oxytocin and Memory of Emotional Stimuli: Some Dance to Remember, Some Dance to Forget
The Brain and Nostalgia
(Immagine di copertina: photo by Gemma Evans on Unsplash)





