Spf e creme solari: la scienza della protezione solare

Cos’è l’spf? Come vengono formulate e testate le creme solari? Il melanoma si previene con un comportamento consapevole all’esposizione ai raggi solari

Torniamo a parlare di pelle e di come prevenire i tumori che la colpiscono, come il melanoma. Dopo aver visto come il nostro organismo si occupa della pigmentazione della pelle e come i vari fototipi siano più o meno soggetti ad eritemi è ora di conoscere meglio i nemici della nostra pelle: i raggi UV. Vi siete mai chiesti come funzionano le creme solari e come si determina il loro fattore di protezione (SPF)?

Tipologie di raggi UV e effetti al DNA

Quando si parla di raggi UV si fa riferimento ad un gruppo di radiazioni diverse, caratterizzate da diverse lunghezze d’onda e perciò da un diverso contenuto energetico. Queste radiazioni vengono raggruppate in tre classi:

  • i raggi UVA, con lunghezza d’onda tra 320 – 400 nm, a contenuto di energia minore
  • gli UVB, con lunghezza d’onda tra i 280 – 320 nm
  • i raggi UVC, i più energetici, con lunghezza d’onda tra i 200 – 280 nm

Maggiore è il contenuto energetico di una radiazione e maggiore è il danno che essa può causare al DNA delle cellule. Questa proprietà è stata sfruttata in medicina come terapia anti-tumorale, infatti la radioterapia non è altro che radiazioni ad alta energia che vengono dirette sulla massa tumorale allo scopo di ridurla, uccidendo le cellule. Fortunatamente l’ozono presente nella nostra atmosfera ha un effetto schermante e assorbe la totalità dei raggi UVC, quelli più energetici. L’ozono assorbe in parte anche i raggi UVB e UVA ed è per questo motivo che l’assottigliamento dello strato di questo gas ha portato ad un allarme globale, essendo associato ad un aumento del rischio di tumori della pelle indotti dagli UV.

Credits: NASA / Public domain

In generale la percentuale di raggi UV che raggiungono la terra è di circa il 9% della radiazione solare, composta per il restante 50% da luce visibile e per il 40% da radiazioni infrarosse. E anche se sembrano pochi, i raggi UV sono comunque in grado di causare patologie della pelle sia acute (come gli eritemi, che possono risolversi in poco tempo), sia croniche (come fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi).

SPF: come si legge l’etichetta di una crema solare

Nei momenti di maggiore esposizione ai raggi solari (e le vacanze sono sicuramente uno di questi) è perciò importante ricordarsi di applicare la crema solare, anche se si ha un fototipo scuro e si tende a non scottarsi. Le creme solari contengono infatti delle sostanze in grado di schermare in vario modo i raggi UV, riducendone di molto la quantità che raggiunge la pelle. A seconda della formulazione della crema si ha una diversa protezione, quantificata come SPF ovvero il fattore di protezione solare. L’SPF viene determinato tramite appositi studi su soggetti volontari, a pelle secca e bagnata (per verificarne la resistenza all’acqua). In Europa questi test sono standardizzati e prevedono l’applicazione di 2.0 mg/cm² di prodotto nell’area da testare. Il valore di SPF viene poi misurato facendo riferimento unicamente al potere schermante nei confronti dei raggi UVB.

Labelling guidelines. Credits: Cosmetics Europe

Un valore di SPF 15 indica che solo 1/15 dei raggi UVB penetrano nella pelle e così via. Nonostante l’efficienza schermante delle creme con SPF 50 sia molto elevata (circa il 99% delle radiazioni non passano), non esiste una formulazione in grado di garantire una protezione totale. Per questa ragione in Europa si è deciso che fattori di protezione più elevati del 50 non vengano segnalati, per non fuorviare i consumatori. La presenza di filtri per i raggi UVA va poi segnalata a parte e per convenzione il fattore di protezione associato è 1/3 di quello dell’SPF.

Filtri solari e regolamentazione

Dal punto di vista chimico i filtri solari sono caratterizzati da strutture in grado di assorbire o riflettere i raggi UV. Come per qualunque molecola impiegata nell’industria cosmetica, anche i filtri solari seguono una rigida regolamentazione. Le molecole consentite nella formulazione di prodotti cosmetici sono elencate nell’allegato VI del regolamento UE n. 1223/2009 e per ognuno è indicato il dosaggio massimo consentito. Prima di essere approvate, queste molecole vengono sottoposte a test tossicologici per determinarne il profilo di sicurezza per la salute umana. Inoltre, studi ambientali realizzati negli ultimi anni hanno evidenziato un effetto dannoso di alcune di queste molecole sulla barriera corallina. Questo ha portato le Hawaii a bandire alcuni ingredienti nelle formulazioni cosmetiche, impedendo inoltre che questi prodotti vengano introdotti nel territorio dai turisti. Anche se non è obbligatorio segnalarlo, molti brand aggiungono il simbolo del corallo ai loro prodotti, proprio per indicarne la conformità al trattato delle Hawaii.

Foto a cura di NOAA su unsplash.com

Per approfondire:
1) Regolamento UE sui prodotti cosmetici
2) Filtri solari e trattato Hawaii

(In copertina: chezbeate su Pixabay.com)

Milanese, biotecnologa e bioinformatica. Curiosa per natura ho scelto di dedicare la mia carriera alla scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.

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