Il Disincanto di Madame guarda in faccia la Working Class
Meno provocazione, più introspezione, dall’artista più attesa dell’anno Disincanto è un monito per tutti quelli che partendo da zero vogliono prendersi tutto e ce la fanno, proprio come è successo a lei
Cosa succede quando hai un desiderio funziona tutto e subito? Non capita spesso ma è andata così a Madame che, ancora liceale, grazie al contratto discografico firmato nel 2018 con Sugar Music è andata “a vivere a Milano solo a spese sue” e si è sentita invincibile in un’età in cui forse sarebbe meglio non sentirsi sicuri di niente. In DISINCANTO, il suo terzo album fuori dal 17 aprile, Madame esplora per la prima volta il mondo con gli occhi di un’adulta che ha iniziato a sollevare il velo dell’illusione da tutto ciò conosce: relazioni, famiglia, lavoro e show business.

Si tratta di un ritorno a rap, trap e hip hop nella loro forma testuale e musicale più pura dopo la grande divagazione di cantautorato pop che era stato L’AMORE, uscito nel 2023: un disco di enorme successo, una prova di scrittura e libertà mentale mostruosa, che ha gettato Francesca Calearo nelle braccia di un pubblico largo forse più del previsto, ma soprattutto ha lasciato che si affermasse nel ruolo, per lei essenziale, di chi può dire l’indicibile ed essere assolta (e passata in radio).
Delle barre affilate e di un certo gusto per l’empietà non si priva nemmeno in DISINCANTO che è un album decisamente meno carnale è più dedicato alla working class, dove amore, sesso e simpatiche sconcezze non mancano, ma si intrecciano stretti a un tema di capitalismo applicato alle relazioni che è il vero nucleo dell’album. D’altra parte, l’elemento centrale di questa nuova copertina è un codice a barre del prezzo e, stando a quanto dichiarato al Corriere, il più grande disincanto della sua vita è che “Nessuno è obbligato ad amarti quando sei un adulto”.
Questo ritorno sulle scene arriva dopo la ripresa da un malessere psicofisico che l’ha attraversata negli ultimi 3 anni, sul quale Madame preferisce non entrare nel dettaglio ma al quale allude ampiamente nei testi e nel materiale promozionale: una campagna di c.d. guerrilla marketing pre-lancio ha invaso alcune città con cartelloni raffiguranti ciocche di capelli tagliati, lettini di ospedale, e una foto di Madame nuda e rannicchiata insieme alla domanda: “Qual è il prezzo?”.
In GRAZIE, dialogo immaginario con una psicologa piazzato in fondo al disco, si parla esplicitamente di psicofarmaci, di OCD, di notti insonni ed infermiere, ma anche della perdita di senso che provoca una vita troppo edulcorata (“da quando gli altri mi sbrigano gli sbatti, non saprei nemmeno dirle oggi in che giorno siamo”). È da questo malessere che Madame inizia il suo percorso di disincanto, inteso come disintossicazione dall’ingenuità e dall’idealizzazione del successo, del benessere, dei soldi, un percorso nel il quale è necessario mettere in dubbio i propri pattern, conoscere ogni cosa da zero: “io non vivo più con sotto le istruzioni” canta nella traccia iniziale, quella che porta il titolo dell’album.
Da bambina volevo essere qualcuno
Ma qualcuno che non sono non ha proprio senso esserlo
dal brano DISINCANTO
Il vero esame di coscienza comincia in COME STAI? in cui Madame riesamina la narrativa che la avvolge e ne ri-prende il controllo, scindendo la persona pubblica da quella privata, Madame da Francesca, le aspettative dalle intenzioni: “Il successo non mi piace, far succedere lo adoro”. VOLEVO CAPIRE con Marracash è un mantra inquisitorio in cui si rivela una certa inquietudine sulla non genuinità delle relazioni strette dopo l’arrivo della fama “Ti chiedi mai se sei solo quello che fai?/ Non mi voleva bene nessuno / Forse l’affetto è un bene di lusso / Cos’ho comprato e cos’è venuto da sé?”.
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Al centro del disincanto troviamo una questione di fondo: chi sarebbe Francesca se non fosse stata travolta nel bene e nel male dall’uragano Madame? Stando al contesto sociale da cui proviene, una giovane lavoratrice o una studentessa squattrinata, come tutti i suoi coetanei che non sono stati graziati dallo stesso miracoloso scatto di classe. Lo constata lucida e arguta in ROSSO COME IL FANGO, dove il rosso fango allude al colore di cui le è rimasto sangue in contrapposizione al blu di chi nasce già abbiente. In un flusso di coscienza sociale condito di qualche mea culpa per la scarsa gratitudine avuta nel corso degli anni Madame ammette un senso di non appartenenza all’ambiente in cui è stata catapultata, ma anche il disagio di frequentare le conoscenze di sempre.
Mi chiedo a cosa appartengo ora che guadagno da Dio
Mi chiedo tra chi sto meglio, tra invidia o ipocrisia?
Ritorno dai fratelli, ridiamo come bambini
Molti sono studenti, altri lavorano un casino
Resterò una povera anche con qualche miliardo
Il mio sangue è rosso come il fango
da ROSSO COME IL FANGO
Non mancano i dissing e il disprezzo anche per alcune figure dell’ambiente dello showbusiness che hanno fatto parte del suo percorso da, ma che allo stesso tempo si muovono in sordina storpiando l’industria musicale trasformando quella che dovrebbe essere un luogo di fioritura dell’arte in una “fabbrica dell’orrore” (MAI PIU’). Su tutti aleggia innominato un ex manager di Madame: il suo nome fa rima con Diablo, ha partecipato a Sanremo e forse risponderà a queste rime cantando…
Una cosa che ho capito è che lavorare con persone che hanno già avuto successo non garantisce nulla. Nella musica conta il feeling, una magia che non è replicabile (…)
Madame intervistata da Cosmopolitan
C’è poi la Madame disincantata che conserva la sua leggerezza, la voglia di scherzare, provocare, essere sexy ed explicit, come successo in passato in CLITO, Skit.., DONNA VEDI e tante altre, e in questo album succede in OK e PUTTANA SVIZZERA, quest’ultimo un pezzo trap giocosamente spudoratodove accoglie parte delle nuove promesse della scena: Nerissima Serpe, Papa V e 6occia, giovane rapper bergamasco amico del producer Bias. Curiosamente però il pensiero intrusivo del capitalismo trapela anche in questi momenti, nella stanchezza per il sesso raccontata in OK, soprattutto se usato come strumento di scalata sociale, e nelle barre di 6occia in PUTTANA SVIZZARA che nel bel mezzo del tipico elogio della sua viralità richiesto dalla trap ci tiene a dire di aver preso un giorno di permesso da lavoro per andare a registrare.
A 24 anni, nell’obbligatoria e traumatica transizione verso l’età adulta, Madame si trova a perdere uno strato di innocenza che lei, la più smaliziata della scena, forse non pensava nemmeno di avere: quello che ti rivela il vero prezzo del denaro. Il condensato musicale di questo shock arriva dritto come un grido di rabbia per la vita che le sarebbe potuta capitare e come un grande abbraccio per chi la pratica ogni giorno con le sue “40 ore a settimana”.
D’altra parte, l’ha scritto nelle stories: DISINCANTO è il primo album che ha fatto pensando a noi.
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