Orfeo ed Euridice

Orfeo si è voltato, Euridice è scomparsa per sempre. Perché lo ha fatto, perché ha deciso di perderla? Che Amore, nel mito o nell’oggi, non sia anche rinuncia?

Moderno Orfeo non canta Euridice
Grida il dolore di un’infranta magia
Chi potrà essere lieto, lo sia
A pochi il Fato dona amor felice

Prova a spiegare quel che il cuore dice
Mail e messaggi l’amata poesia
“Mondo è Inferno anche se sei mia,
Se solo andassi oltre la superficie”

Ninfe ferita, che guardi nel nero?
Nel chiaro di ieri l’hai visto girarsi
Nel buio di oggi non serve cercarlo

Torna Euridice al tuo arido vero
Forse davvero è più arduo voltarsi
Forse così puoi iniziare ad amarlo

Ma sì, Euridice, che t’aspettavi? Che un solo attimo di beatitudine avrebbe colmato un’intera esistenza? Che da un poeta infruttuoso avresti colto grappoli maturi?

Ah, Euridice! Tu che volevi essere salvata, tu che vacillavi tra le note di un cuore tremante. Ti sentivi al sicuro tra quelle sillabe dissonanti? Erano parole. Che altro erano se non miti, sincere, umane parole, quelle che ti cantava? E tu così caparbia, così insaziabile, ne volevi ancora: lo prosciugavi con la tua sete d’amore, con le tue certezze inesatte, con quel bisogno di salvezza che un poeta dalla voce apollinea credevi ti avrebbe dato.

Ahi misera! Sapevi già che si sarebbe voltato. Riecheggia ancora fra le sue dita l’amaro rumore della sua debolezza, del momento in cui ti ha lasciata per sempre; eppure prova, prova ancora a spiegarti perché si è arreso, perché ha scelto, ha deciso di perderti. Sulla tastiera è un tic tac di rimorso, un tentativo un po’ vano di farti capire: cos’è un uomo, se non un limite? Non può sorreggere chi ha le gambe che cedono, non può scortare per inferi e genti chi ancora inciampa ferito, non può amare chi ha il petto oppresso. Ma dal nero del tuo dolore Persefone t’ha coperto le orecchie ed ogni spiegazione non è che vento nel Tartaro.

Euridice, ingenua egoista! Non vedi la grandezza che hai avuto tra le mani! Hai mai pensato a quell’istante che t’ha regalato? Quel travolgente incanto nato dalla sua voce, quel suono immeritato con cui t’ha reso piena, completa, viva? Cos’altro è questo, se non la forma più vera della finitezza umana?
Cos’è questo, se non è amore?

Foto di copertina: Sasha Freemind, Unsplash

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Dinamica ed insaziabile, sempre in ricerca. Solamente un puntino di fronte alla vastità del tutto, perdutamente innamorata delle infinite possibilità e delle contraddizioni in quest'assurda commedia dell'esistere.

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