Stefania Andreoli: “Siamo al mondo per stare bene, mica per sopportare”

Madre, psicologa, psicoterapeuta, Presidente dell’Associazione Alice Onlus e anche Giudice Onorario del Tribunale di Milano. Stefania Andreoli attraverso l’arte della psicologia fornisce gli strumenti migliori ai fini di una prosperità collettiva.

Stefania Andreoli è una delle terapeute più attive nel campo della psicologia evolutiva, in particolare dell’area adolescenziale. Per divulgare le sue conoscenze in materia ha pubblicato diverse opere che invitano ad una riflessione profonda sia su se stessi sia sulle relazioni con i giovani. I suoi libri possono essere considerati come strumenti concreti per genitori, insegnanti ed educatori; tra essi Mio figlio è normale? Capire gli adolescenti senza che loro debbano capire noi (Bur Rizzoli, 2016) e Papà, fatti sentire. Come liberare le proprie emozioni per diventare genitori migliori (Pur Rizzoli, 2018).

Credits to Cristiano Zabeo

La Andreoli si spinge anche nella fascia pre-adolescenziale attraverso la simpatica collana che ha come protagonisti Emma e Dario e le loro avventure in cui vengono allenati, tramite esercizi o giochi, dei concetti significativi come i pregiudizi, la paura di sbagliare, la creatività e l’ansia.

Stefania aiuta genitori ed educatori in presa diretta sui principali social: Twitter e Instagram. Su quest’ultimo ha creato un interessante format intitolato “Il martedì delle parole”; si tratta di una box domande nella quale gli utenti porgono alcuni quesiti riguardanti la famiglia, l’amore, le paure, l’autostima ed altre curiosità.

La Dottoressa approfondisce spesso certe tematiche, soprattutto se l’argomento di partenza fa parte di una situazione vissuta in prima persona dal genitore o figlio, anche attraverso alcuni IGTV e/o dirette.

Inoltre, è ospite on-air tutti i mercoledì da Alessandro Cattelan su Radio Deejay. Ha un ulteriore spazio – “Chiedi alla Dottoressa Andreoli” – in cui risponde alle domande degli ascoltatori e fornisce molto materiale educativo su cui riflettere.

L’intervento sul Caos al Ted Talk di Busto Arstizio

La Dottoressa ha parlato di adolescenza anche in un Ted Talk. L’ha descritta come una realtà ormai in via di estinzione poiché i genitori si aspettano che i figli ascoltino sempre e si stupiscono quando questi, improvvisamente, non lo fanno più. Eppure è fondamentale far attraversare ai giovani questa fase così delicata ma necessaria per farli arrivare a diventare adulti nella loro interezza. L’analisi clinica della terapeuta risulta accurata ed affidabile; è dovuta sia alla pluriennale cultura originata dalla preparazione nel campo dell’adolescenza sia ai numerosi colloqui con i pazienti incontrati nella “stanza delle parole”.

Io lo so che è meglio un figlio che obbedisce. Un figlio bravo che fa quello che dici tu, che non ti dà problemi, che ti fa fare bella figura, che ti illude di aver fatto un buon lavoro con lui. Lo so. Quello che non so è se è il caso di essere orgogliosi di loro, come la mamma di cui sopra.

“Perché in realtà, vedete, sono dei martiri che abdicano al loro Caos perché hanno capito che noi non sapremmo come affrontarlo. Non sapremmo cosa farcene. E così il loro Caos va a scontrarsi con i nostri limiti e le nostre incompetenze. A quel punto va a finire chi sa dove e loro rinunciano ad aggiungere il loro nome alla lista di cose che già abbiamo. Ci sembrano figli maturi, già cresciuti… Sono farfalle nell’ambra, non succede loro niente, non evolvono. Non corrono nessun rischio, è vero. Certo, si esclude il rischio di non diventare. Di non diventare nessuno se non il figlio di tuo padre e tua madre, di non diventare te stesso, di non diventare adulto. “

Il Caos è il disordine della materia prima della nascita del Cosmo, è quel prima che precede la soluzione, il genio, il happy ending. Dal greco antico, “Caos” si riferiva alle fenditure, agli squarci, all’affaccio sui grandi spazi aperti. Allora l’invito che vi faccio, coraggioso, lo ammetto, è di augurarvi di aver a che fare con dei figli alle prese con il loro Caos. E prima di avere paura per loro, esserne contenti immaginandoli affacciati sulla loro vita, destinati al loro futuro.

Il supporto durante il Covid-19

La psicoterapeuta si è adoperata per aiutare a metabolizzare le difficoltà create dalla pandemia e dalle restrizioni connesse. Ha infatti organizzato per alcuni mesi appuntamenti gratuiti via telematica anche con altri professionisti membri di “Associazione Alice”, che si occupa principalmente di problematiche riguardanti l’adolescenza, i disturbi alimentari e le molestie.

Sempre durante il difficile periodo di lockdown nazionale si è resa disponibile ad aiutare genitori e figli a trovare l’armonia giusta per riuscire a sopravvivere in casa h24. Pensando ai più piccini è riuscita a condividere piccoli momenti quotidiani raccontando fiabe e piccole storielle, sempre in compagnia delle sue due figlie: Agnese e Delfina. 

Progetto Dove

I social network pullulano di immagini di giovani, donne e uomini dal fisico scolpito e senza difetti. Alcuni sono risultati da uno stile di vita sano, altri sono l’effetto dei filtri che rimuovono ogni imperfezione esibendo così un corpo e una pelle senza tempo. Il confine tra la realtà e la finzione si assottiglia e dagli utenti che scorrono queste foto ne ricavano un sonoro colpo alla propria (magari già) traballante autostima.

Il “Progetto Dove” ha come obbiettivo proprio quello di snocciolare delicatamente argomenti quali l’autostima, la percezione del proprio corpo e le relative insicurezze. La Dottoressa Andreoli è stata selezionata da Dove come consulente scientifico per trattare i temi della crescita personale e psicologica con la competenza, l’attenzione e l’energia che la contraddistinguono.

Stand Up – Reagire e difendersi in sicurezza dalle molestie nei luoghi pubblici

Vi è mai capitato di assistere a molestie in luoghi pubblici senza sapere come reagire o se reagire? In psicologia si chiama effetto spettatore ed è il fenomeno secondo cui le persone, in una situazione di emergenza in cui si trova altra gente, non offrono il loro aiuto perché suppongono che lo farà qualcun altro al loro posto. Più numerosi saranno gli spettatori di fronte ad un certo accaduto, meno si avvertirà il bisogno di intervenire.

Questo progetto è prezioso in quanto riesce a darci la definizione di un termine che sentiamo dire sempre più spesso: molestia. Il movimento Stand Up ci suggerisce come procedere nel caso dovessimo affrontare, da spettatori, ad alcuni disturbi in luoghi pubblici senza mettere se stessi in pericolo. Con tale principio di base, il movimento riesce a collezionare domande e testimonianze di vittime di molestie. 

Lo specialista utilizza un lessico accessibile e inclusivo per creare un clima di apprendimento proficuo e scambio di esperienze personali. Durante il webinar infatti vengono proposti filmati che documentano aggressioni fittizie e/o reali e viene esplicitato il metodo delle cosiddette “5D“:

– distrarre;
– dare sostegno;
– delegare;
– documentare;
– dire. 

Attraverso queste azioni un testimone può distrarre chi mette in atto dei comportamenti violenti facendo cadere qualcosa per terra così da lasciare il tempo alla vittima di svincolarsi, dare sostegno alla vittima offrendosi di chiamare qualcuno, se l’atto avviene nell’autobus andare dall’autista e delegare a lui l’intervento diretto, documentando con un video o una foto indicando la data e l’ora dell’episodio o dicendo con fermezza alla persona che mette in atto la molestia, che ciò che sta accadendo sia inappropriato da continuare.

La missione

Stefania Andreoli è una persona empatica e sensibile che parla le lingue dell’anima, del cuore e del cervello. Le ascolta, le raccoglie nella “stanza delle parole” e le decifra anche ai non addetti ai lavori per scriverne libri, accetta nobili iniziative, restituisce prospettive per rendere i pensieri meno logoranti e per contribuire al benessere di tutte le persone che desiderano una vita in cui lo stare bene significa avere cura di se stessi per poter stare bene anche con gli altri.

La Dottoressa ha una missione che coincide proprio con il suo lavoro di psicoterapeuta: curare. Dal latino curo: provvedere a, fare ciò che occorre, assolvere al proprio compito. L’ Andreoli condivide con i suoi collaboratori quest’amore per il proprio mestiere in quanto ha compreso che per vivere in una realtà più sicura e felice si debba fare informazione in tutti i modi possibili per arrivare ai genitori, responsabili di un’educazione che deve rivoluzionarsi in autorevolezza e abbandonare quanto prima i vecchi miti di paura, pene corporali e draconiana autorità. Perché il mondo si cambia attraverso l’educazione e quindi attraverso i bambini, con l’auspicio che diventino gli adulti di un futuro più sereno e appagante possibile.

Grazie all’encomiabile incarico della propria formazione e di altri professionisti si ambisce ad una società più erudita e consapevole, più sicura e felice. Come l’Andreoli stessa disse in un suo “martedì delle parole”:

Siamo al mondo per stare bene, mica per sopportare!

(Credits per la foto in copertina ad Emanuele Scilleri, reperita dal profilo Instagram di Stefania Andreoli)

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Mi chiamo Andreea e studio presso l'Università degli Studi di Udine. Adoro i bambini, la musica, i film e le sorprese. Mi piace scrivere e leggere. Nutro un affetto particolare per i classici perchè mi insegnano qualcosa di nuovo ogni volta che li rileggo. Il mio libro preferito è "Il fu Mattia Pascal" di Pirandello. La mia citazione preferita è: "Per angusta ad augusta".

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