La mano di Dio o del diavolo?
Il mancinismo coinvolge il 10% circa della popolazione. Perchè prediligere l’emisfero sinistro? Perchè tutta questa diffidenza storica?
Abbiamo tutti ripassato di recente il mito di Maradona con il film di Sorrentino, candidato agli Oscar come miglior film straniero, È stato la mano di Dio.
1986, Mondiali di Calcio, Argentina-Inghilterra. Maradona segna con quella che nella storia passerà come “la mano di Dio”: la sua sinistra.
Ma come mai una minoranza della popolazione ha come mano predominante la sinistra?
Si tratta circa del 10% e non è un comportamento limitato alla mano e la scrittura: riguarda tutte le funzioni motorie controllate dall’emisfero destro. Tradizionalmente non è un tratto ben visto, tanto che l’aggettivo sinistro ha appunto una connotazione negativa, diabolica.
Controlaterali
Il cervello umano è asimmetrico essendo costituito da due emisferi deputati al controllo di settori differenziati. Una recente meta-analisi ha cercato di fornire un quadro sulla fisiopatologia della controlateralizzazione, ovvero il fatto che i due emisferi sono differenziati e che i centri motori del lato destro controllano i movimenti della parte sinistra del corpo e viceversa.
Uno dei due risulta dominante per la funzione motoria, portando al destrismo o al mancinismo. Tuttavia, non è chiaro perché quest’ultimo sia meno comune dato che non sembra conferire un vantaggio evolutivo (il che porterebbe a una proporzione del 50:50), né uno svantaggio (altrimenti una delle due configurazioni sarebbe scomparsa nel corso delle generazioni).
Da precisare però che la separazione così netta degli emisferi e le loro funzioni è un’approssimazione semplificativa.
Diffusione e repressione del mancinismo
Dati i nostri trascorsi culturali, saremmo tentati di spiegarci questa percentuale con la storica repressione nei confronti del sinistro. Il termine stesso è sinonimo di sfortuna, evento funesto o perfino diabolico.
Fino al ventesimo secolo la pseudo-moderna cultura occidentale cercava di correggere i bambini che manifestavano una propensione per la mano sinistra con metodi definiti vere e proprie torture fisico-psicologiche dai moderni pedagoghi. La convinzione della problematicità del mancinismo non si limitava a superstizioni popolari: era supportata anche da medici e scienziati.
La situazione non sembra così semplice, perché la lateralizzazione esiste già da più di un milione di anni e sembra aver posto le basi per lo sviluppo del linguaggio, come mostrano alcuni studi pubblicati sul Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) nel 2010. È stato possibile concluderlo dagli utensili rintracciati e dalle pitture rupestri del Paleolitico, così come da prove più dirette come la misurazione dei resti ossei.
In tutti i popoli umani, il mancinismo oggi è diffuso tra il 5% e il 25.9% di invidui ed è più comune negli uomini che nelle donne. Non è chiaro perchè vari da regione a regione. Si è potuto osservare che si tratta di una caratteristica almeno parzialmente ereditaria, dal momento che bambini mancini hanno più probabilmente parenti mancini, in particolare le madri (possibile trasmissione materna).
Inoltre, la situazione non è bianco-nero: c’è un range di sfumature da chi è estremamente destrorso e non usa la sinistra del tutto, a chi è ambidestro.
Emergenza del mancinismo e fisio-patologia
Sin dall’utero è possibile osservare la preferenza per un lato piuttosto che un altro. C’è da aggiungere che, sebbene in molti casi sia dovuto ad una variazione naturale, d’altro canto il mancinismo è comune tra persone con certe malattie e anormalità nello sviluppo (per esempio in epilessia, schizofrenia, autismo). Quindi, in alcuni casi, potrebbe essere effettivamente una conseguenza dell’alterazione dello sviluppo cerebrale che comporta un trasferimento delle funzioni motorie all’emisfero destro.
I modelli genetici sono ancora approssimativi e solo teorici. Come la correlazione con il mese di nascita, o lo stress perinatale.
Per quanto riguarda la fisiologia, molti studi sono stati effettuati sulla struttura e funzione cerebrale dei mancini. Una larga parte dei mancini hanno un corpus callosum più largo, implicando una maggiore connessione tra i due emisferi. Differenze possono essere osservate anche nella motilità e nei sensi. In generale sarebbe coerente con la lateralizzazione del cervello.
Creativo, geniale: certo, è mancino!
Quante volte abbiamo sentito giustificare la creatività con il mancinismo? Forti anche dei tanti esempi celebri, come Leonardo da Vinci, Einstein o Van Gogh, si tende a spiegare la loro peculiarità, localizzando alcune funzioni in particolari regioni dell’emisfero destro, quello in teoria dominante nei mancini.
Tante sono state le indagini condotte in questo senso, nessuna conclusiva. Non sembra esserci infatti una relazione causale. Come riportato da diversi psicologi probabilmente siamo davanti ad un bias di percezione.
Ammesso che si possano effettuare delle statistiche sui personaggi più famosi della scienza e dell’arte (dato che probabilmente milioni di altri individui eccezionali non hanno conosciuto la fama), non sembra esserci una percentuale maggiore di mancini.
Normalità
Ultimo, ma non per importanza: si è soliti consigliare, specialmente a chi usa quasi solo ed esclusivamente una delle due mani, di provare a compiere piccoli gesti quotidiani anche con l’altra. Per esempio, lavarsi i denti, o pettinarsi.
Non è ancora chiaro il vantaggio che possa derivarne per quanto riguarda il livello prettamente fisiologico. La coordinazione motoria sembra migliorare di sicuro, ma si guadagna molto anche in termini di flessibilità. Quest’ultima, intesa anche come apertura mentale, non è mai da dare per scontata, nemmeno ai giorni d’oggi, quando retaggi di diffidenza nei confronti dei mancini possono essere trovati senza andare troppo lontano.





