Come un piccolo monaco: racconto sulle note di Battiato

Una pagina di diario. Una pagina di Giappone. Un racconto interiore su un mondo fluttuante. Sulle note di Franco Battiato.

Tempo fa ho avuto il piacere di studiare alcuni mesi in Giappone, nella città di Kyoto. Grande città storica, capitale imperiale per molti secoli, è talmente ricca di templi e beni artistici che fu risparmiata dall’atomica. Durante quei mesi scrissi qualche pagina di diario, annotando momenti rimasti particolarmente impressi. Con questo racconto e le note che lo accompagnano, riporto una pagina di quel diario, ricordando un luogo di piacevole nostalgia.

Le nostre anime

Sono in una città sconosciuta, in un paese a novemila chilometri da casa, con una lingua che ancora fatico a comprendere a pieno. La cosa più bella resta sempre la stessa, quella che ho imparato dalla mia Venezia: chiudo la cartina, stacco il cellulare e cammino. Seguo il cuore, l’anima, l’istinto. Seguo qualcosa rimasto in me da qualche vita precedente.

Mi incammino lungo una salita. Ci vanno tutti, dev’esserci qualcosa di interessante. Poi, però, svolto all’angolo e imbocco uno stretto vicolo che quasi si nasconde. Non noto niente ma sento esserci qualcosa, là in fondo. Qualche scalino e una prima lanterna, una seconda, e poi ancora altre disposte in una lunga fila. Guidano il mio sguardo a un portale. Cerco di leggerne il nome, Chorakuji, e anche se non ne sono del tutto sicuro, entro.

Scalinata d’ingresso al tempio Chorakuji, Kyoto. ilfumattiapasotti.

Centro di gravità permanente

Passando sotto il portale chino d’istinto la testa, quasi a chiedere il permesso, a scusarmi per il disturbo. Mi rivolgo a quella grotta di fronde e radici che da lontano intravedevo appena. Raggiungo due scalinate, alte, piuttosto ripide, come se mi facessero salire in groppa alla montagna. Vengo accolto dal ricettacolo di una divinità ma non ci faccio molto caso e proseguo il sentiero.

Ancora salita, un paio di curve e in uno spiazzo mi trovo di fronte ad alcune sculture: tavole di pietra? No, lapidi. È un cimitero. Ma non è come i cimiteri cattolici a cui sono abituato, con marmi levigati a specchio, fiori e caratteri in bronzo. Non lo ricorda nemmeno. Tutto è molto semplice, essenziale. Sono incisi nomi che non tento nemmeno di leggere, simboli e, forse, preghiere. I liquori, lasciati in dono ai loro piedi, sono le uniche cose a farmi pensare che non sia abbandonato.

D’un tratto, mi accorgo che qualcosa anima l’ambiente, uno scroscio d’acqua, il suono di un ruscello. Lo seguo, mi fa scendere un po’ e mi accompagna verso una piccola casa. In stile tradizionale, interamente in legno, aperta ai visitatori. Tolgo le scarpe ed entro. Accolto dal soffice pavimento in stuoie, ne percepisco gli intrecci sotto i piedi. Attraverso la stanza principale e sono arrivato. Realizzo cosa mi stesse chiamando. Tolgo lo zaino e siedo sul bordo del belvedere, i piedi sospesi sull’erba. Un raggio di sole illumina il centro del laghetto.

Sala interna del tempio Chorakuji, Kyoto. ilfumattiapasotti.

Voglio vederti danzare

È in corso uno spettacolo: una danza acquatica tra pigre carpe, in abiti neri e rosso sgargiante. Come geishe del mondo fluttuante, fanno ondeggiare le pinne, lente maniche di kimono. Di tanto in tanto, un applauso: alcune foglie, mosse dal vento, hanno il privilegio di assistervi ogni giorno. Il legno su cui siedo si sporge, pareti e travi tendono le mani ai rami, e divengo un tutt’uno con quell’abbraccio. L’umidità nell’aria, l’odore della terra, del muschio. Il verde mi sovrasta. Mi infonde un senso di pace, con lui e con me stesso. Proprio come quel piccolo monaco, vicino ai miei piedi tra radici e cespugli, dall’aria così felice.

Leggi anche: La leggenda del kintsugi, un racconto che affonda le sue radici nell’antica arte giapponese.

Foto e copertina di ilfumattiapasotti.

Antropologo nipponista. Fotografo mancato. Docente a tempo perso. Affascinato da ogni forma di alterità, offro il mio piccolo contributo per portare lo “studio dell’uomo” sullo schermo di tutti.

2 Comments

  1. ho notato il romanticismo che studiavo al liceo classico che iniziai nel 1981 ai tempi di ‘la voce del padrone’, album rimasto storico,che ho ‘legato’ al mio primo Amore , platonico , del tipo che prediligeva Battiato, con cui ho in comune il ‘sentire e vivere ‘l’Amore , quello ‘romantico e sognatore’. Grazie a Lui e a Tutti i Romantici,’oasi’ in quest’era informatica che
    trovo ‘fredda ‘banale

  2. ho notato il romanticismo che studiavo al liceo classico che iniziai nel 1981, ai tempi di’La voce del padrone’album rimasto storico ,che ho’legato’al mio primo Amore,platonico, del tipo che prediligeva Franco Battiato. Son Romantica anch’io. Evviva l’amore ‘romantico e sognatore’. Grazie a Lui e a Tutti i Romantici,’oasi’in quest’era informatica che trovo’fredda’, banale , causa di malattia da stress

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